ACME

E’ un luogo non luogo quello che rappresento in questo trittico dove lo spazio reale, simboleggiato dal paesaggio naturale, è un contesto pretestuoso per esprimere un’epoca della società in cui viviamo.

La Terra fluttua leggera nell’aria come una bolla di sapone trasportata dal vento e compie un viaggio immaginario attraverso la nostra contemporaneità.

Chiara Galliano

“Acme” (prima immagine) dal greco “apice”, è l’opera emblematica all’interno del trittico, mostra la fragilità del mondo e del genere umano in continuo mutamento. Essi fluttuano sospinti dal caso compiendo una rotta imprevedibile in quest’epoca di sregolatezza, dove l’ossessione di sopravvivere alle minacce del presente, simbolizzate dalle punte aguzze che dominano la scena, impedisce la visione di un futuro.

“Stato nascente” (seconda immagine) invece rappresenta il germogliare della nostra società e del genere umano, strettamente legato al concetto sociologico secondo il quale quest’esperienza collettiva può derivare soltanto da un processo storico in continua evoluzione che produce il movimento, ossia una forza nuova creata da un gruppo di persone accomunate da speranze comuni.

“Aurea Ætas” (terza immagine) dal latino “Età dell’Oro” è l’opera all’interno del trittico che simboleggia la speranza, il realizzarsi di un’epoca in cui la sregolatezza lascia lo spazio all’equilibrio e all’armonia tra le genti. Il mondo fluttua imperturbato nell’aria in quest’atmosfera di leggendaria prosperità.


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